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[Recensione]Patapon 2
view post Posted on 22/6/2009, 09:53Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 25/11/2009, 16:07


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I corraggiosi e monocoli Patapon tornano in marcia nella loro seconda avventura, e al suono ormai familiare di “patapatapatapon” fanno di nuovo armi e bagagli nell'eterno tentativo di raggiungere FineMondo, per poter finalmente posare il proprio sguardo su QUELLA COSA. La semplicità e la spensieratezza di Patapon 2 ritorna su PlayStation Portable, e con i suoi iconici ritmi in quattro quarti è di nuovo pronto per catturare quegli incauti giocatori che dovessero provare il titolo Sony, senza sapere che Patapon è dotato di un gameplay così addittivo da essere molto vicino a una droga musicale. L'originalità di questo rhythm game a metà tra il gioco di ruolo e lo strategico in tempo reale ha fatto sì che Patapon si conquistasse il favore della critica e del pubblico. Con il secondo capitolo il gioco è rimasto sostanzialmente lo stesso, e le modifiche, più che all'accumulazione, mirano a smussare gli angoli più sberciati del gameplay.

Dopo un fallimentare tentativo di raggiungere l'agognato orizzonte di FineMondo, gli intraprendenti Patapon si ritrovano naufraghi e sconfitti, privi dei tamburi sacri e quindi abbandonati dal loro dio (che poi sarebbe il giocatore). Sarà nostro compito, quindi, serrare le file dei guerrieri Patapon, ricostruire Patapolis e rimetterci di nuovo in viaggio verso l'eterno obietivo. In Patapon 2 incontreremo di nuovo vecchi personaggi come il grande Dodonga, l'albero canterino Ubo Bon il capo della tribù nemica degli Zigoton, il generale Gong the Hawkeye. Ma questa volta gli Zigoton non saranno più i nostri nemici, sostituiti da una minaccia ancora più pericolosa: la tribù mascherata dei misteriosi e crudeli Kamen. La storia di Patapon 2, così come nel primo capito, è sorprendentemente interessante e si dipana con la leggerezza di un gioco per bambini e prendendosi giustamente poco sul serio; un dato affatto scontato se si considera che stiamo parlando di un gioco musicale. Ma la saga di Patapon è una continua sorpresa, una tesoro che risplende come un doblone d'oro sporco di terra in un mare magnum di titoli ben più blasonati, ma di sicuro meno divertenti. Tuttavia, il primo Patapon ha colpito i giocatori con la sua originalità, ma Patapon 2 non può più contare sull'effetto sorpresa e deve contare su una solida esperienza di gioco.

Se analizziamo le differenze fra primo e secondo capitolo, ci renderemo subito conto che non molto è cambiato in quel di Patapolis. Sony ha deciso che Patapon che vince non si cambia, e si è concentrata più a migliorare il già esistente piuttosto che innovare la saga in maniera significativa. Le meccaniche di gioco sono sempre le stesse: con i quattro bottoni di PSP riprodurremo quattro diversi suoni di tamburo, che combinati insieme in ritmo ci permetteranno di far marciare i nostri soldati Patapon, o farli attaccare e difendere; se il nostro tempismo sarà sufficiente entreremo in modalità Fever, che finché rimarra attiva consentirà ai Patapon di attaccare con triplice foga. Su questo versante, quindi, non è cambiato nulla. Tuttavia, le differenze degne di nota sono molte, anche se si tratta per lo più di dettagli e piccole migliorie. Patapon 2 ci permetterà di caricare i salvataggi del primo capitolo, portando con noi tutti gli oggetti, i Ka-Ching (la moneta di Patapolis) e alcune unità. Dopo qualche missione dimostrativa, ci ritroveremo presto nel vivo del gioco. La differenza più lampante è rappresentata dalla nuova unità Eroe, un super-patapon in grado di fare la differenza in una battaglia e causare danni ingenti. Ogni classe di Patapon ha il suo corrispettivo Eroe con le sue abilità specifiche, abilità che per essere usate richiedono l'attivazione dell'Hero Mode, modalità che richiede l'esecuzione di circa due-tre “beat” perfetti (molto più difficile di quanto sembri).

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L'altra differenza maggiore risiede nell'albero di evoluzione dei Patapon, che rispetto al primo capitolo è più trasparente e meno lasciato al caso. Tramite l'albero di avanzamento, i nostri Patapon potranno avanzare progressivamente di classe, e ogni tipo di Patapon privilegerà delle caratteristiche piuttosto che altre (come per esempio dei Patapon veloci ma più inclini al danno da congelamento, o Patapon in grado di resistere agli status negativi ma che arrecheranno meno danno). Le scelte disponibili sono molte, forse anche troppe. Gli appassionati troveranno in questo sistema una profondità invidiabile, ma scoraggerà chi invece vuole giocare e suonare piuttosto che guadagnarsi faticosamente qualche punticino percentuale in più fra le statistiche dei nostri soldati. Per aumentare il livello dei nostri Patapon avremo bisogno di Ka-Ching e molti materiali: rispetto al primo Patapon, i materiali saranno meno rari, ma raccogliere quelli che ci servono davvero richiederà comunque molti sforzi nel rigiocare missioni già fatte. In alternativa, possiamo attivare i minigiochi musicali come quello dell'albero Ubo Bon o della montagna vivente di Kon Kimpon, che stavolta non richiederanno materiali per essere giocati, ma semplicemente il meno raro Ka-Ching.

Nuove unità, nuovi minigiochi e nuovi Rarepon... Patapon 2 ha molto da offrire, ma il gioco è rimasto sempre lo stesso, tanto che più di un sequel si può quasi parlare di add-on. Però, si tratta comunque di un ottima aggiunta, piena zeppa di materiali, livelli, boss nuovi e tanta creatività. Se il primo Patapon misurava circa 33 livelli più eventuali livelli rigiocabili, Patapon 2 ne offre 45, ma a differenza del primo capitolo, tutti i livelli sono rigiocabili più e più volte per ottenere materiali sempre più rari, spesso con differenze molto significative. Se in Patapon, potevamo contare solo sui pochi livelli rigiocabili quando ci trovavamo a corto di materiali, in Patapon 2 invece possiamo affrontarli tutti. E se è vero che il gameplay rischia di diventare ripetitivo, i livelli e i combattimenti con i boss sono talmente variegati da catalizzare l'attenzione incondizionata dei giocatori, ipnotizzati dal ritmo incalzante dei Patapon.

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L'innovazione maggiore, però, risiede forse nel multiplayer, che permette fino a quattro giocatori di combattere insieme in una particolare versione estesa del single player. Disseminati nei livelli a giocatore singolo a volte troveremo delle particolari uova. Portando le uova a Patapolis, potremo usarle per rigiocare alcuni livelli insieme a degli amici, dove ognuno dei giocatore impersonerà una delle classi di Heropon, i Patapon eroi. Lo scopo sarà quello di portare a destinazione un uovo entro il tempo limite.

Riguardo il comparto grafico e sonoro, le novità sono poche. La grafica minimalista in perfetto stile tribale sarà sempre la solita festa per gli occhi, pur non avendo bisogno di sfruttare al massimo il processore PSP, sostituendo alla potenza fine a se stessa a una creatività artistica paragonabile a un dipinto impressionista. Il comparto sonoro invece ha attraversato un tentativo di miglioramento, con l'aggiunta di nuovi background musicali e layer sonori inediti, che se pure aggiungono ricchezza al reparto musicale, a volte rischiano di mescolarsi insieme in un guazzabuglio di suoni e musiche che forse può spiazzare e confondere il giocatore. Ciò nonostante, state pure sicuri che non riuscirete facilmente a far uscire i motivetti di Patapon dalla vostra testa.

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